La parodontite è un’infiammazione cronica delle gengive che danneggia progressivamente l’osso che sostiene i denti.
Nei casi più avanzati può causare la mobilità dei denti, con il rischio concreto di perderli se il trattamento arriva troppo tardi.
Sono le condizioni più frequenti con cui i pazienti arrivano in studio. Se ti riconosci, possiamo valutare insieme le opzioni terapeutiche.
Un dente che sembra più lungo rispetto a qualche anno fa è spesso il primo segno di una recessione gengivale da valutare.
Un dente che oscilla, anche leggermente, può indicare una perdita di osso di sostegno legata alla parodontite.
Un odore persistente anche con una pulizia quotidiana accurata può indicare un'infezione nelle tasche gengivali più profonde.
La componente familiare gioca un ruolo importante in questa malattia, un controllo mirato aiuta a intercettarla in anticipo.
Valutiamo la profondità delle tasche gengivali e il livello dell’osso di sostegno, per proporti il trattamento più indicato al tuo caso.
Nei casi con perdita ossea più marcata, rigeneriamo il tessuto di supporto del dente con innesti o membrane dedicate.
Riduciamo la profondità delle tasche gengivali rimodellando osso e gengiva, per rendere più semplice la pulizia quotidiana.
Puliamo in profondità sotto la gengiva con curettage e levigatura radicolare, spesso sufficiente nelle fasi iniziali della malattia.
Alla visita misuriamo la profondità delle tasche gengivali e valutiamo con una radiografia il livello dell’osso di sostegno.
In base ai risultati ti proponiamo il trattamento più adatto, dalla pulizia profonda alla chirurgia parodontale nei casi più avanzati.
Misuriamo la profondità delle tasche gengivali intorno a ogni dente e valutiamo con una radiografia il livello dell'osso di sostegno.
In base alla gravità eseguiamo una pulizia profonda sotto la gengiva oppure, nei casi più avanzati, un intervento di chirurgia parodontale.
Programmiamo controlli regolari per tenere sotto controllo l'infiammazione ed evitare che la malattia si ripresenti.
Ogni immagine è un caso reale trattato in studio con uno dei protocolli descritti sopra.



Possiamo fermarne la progressione e mantenerla sotto controllo nel tempo. L'osso già perso in genere non si ricostruisce spontaneamente, per questo la diagnosi precoce fa una grande differenza.
Una chirurgia rigenerativa può, nei casi indicati, coprire nuovamente la radice esposta. Il risultato dipende dal grado di recessione e va sempre valutato caso per caso.
In genere una o due sedute, in base al numero di tasche da trattare e alla loro profondità.
Si esegue in anestesia locale, quindi non senti dolore durante l'intervento. Nei giorni successivi puoi avvertire un leggero fastidio, gestibile con i normali antidolorifici.
Nei primi tempi in genere ogni tre o quattro mesi, per poi valutare insieme una cadenza più ampia se la situazione resta stabile.